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La “prelazione” dello Stato sugli immobili ereditati e le imposte di successione

  • sofiazanelotti
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Quando in una successione ci sono immobili, il tema delle imposte non riguarda soltanto “quanto si paga”, ma anche quando e con quali effetti sul patrimonio ereditario. Spesso, nella pratica, si dice che “lo Stato ha una prelazione sugli immobili” finché non sono pagate le imposte di successione. L’espressione è comprensibile, ma tecnicamente non è del tutto precisa.


prelazione

Lo Stato non ha un diritto di prelazione nel senso civilistico del termine, cioè non ha il diritto di acquistare l’immobile prima di altri. La questione corretta è diversa: il credito dell’Amministrazione finanziaria per l’imposta di successione è assistito da un privilegio speciale immobiliare sui beni immobili caduti in successione.


Questo significa che, se l’imposta non viene pagata, il Fisco ha una garanzia rafforzata su quegli immobili e può essere preferito rispetto ad altri creditori sul ricavato della loro eventuale esecuzione.


Il riferimento centrale è l’art. 41 del D.Lgs. 346/1990, Testo unico dell’imposta sulle successioni e donazioni.


Perché questa regola è importante quando si vuole vendere un immobile ereditato


Immaginiamo un caso frequente. Due fratelli ereditano l’alloggio della madre. Presentano la dichiarazione di successione, pagano le imposte ipotecarie e catastali necessarie per la voltura, ma decidono di rateizzare o posticipare il pagamento dell’imposta di successione vera e propria.


Dopo pochi mesi trovano un acquirente e vogliono vendere.


Qui nasce il problema pratico: anche se l’immobile risulta volturato agli eredi, l’acquirente, il notaio o la banca che finanzia l’acquisto sono tenute a chiedere che l’imposta di successione sia pagata prima del rogito, oppure che venga trattenuta una somma dal prezzo per estinguere il debito fiscale.


Non perché lo Stato “blocchi” automaticamente la vendita, ma perché sull’immobile esiste una garanzia fiscale che può incidere sulla sicurezza dell’acquisto.


Il privilegio speciale immobiliare, infatti, non è una semplice formalità. Secondo la ricostruzione notarile, i privilegi immobiliari sono speciali e si accompagnano al cosiddetto diritto di seguito, cioè alla possibilità che la garanzia continui a gravare sul bene anche se questo viene trasferito a terzi, nei limiti previsti dalla legge.


La differenza tra imposte ipotecarie/catastali e imposta di successione

Nella successione con immobili bisogna distinguere due piani.


Da un lato ci sono le imposte ipotecarie e catastali, l’imposta di bollo, i tributi speciali e le tasse ipotecarie, che sono normalmente autoliquidati e versati al momento della presentazione della dichiarazione di successione. Sono le somme che consentono, in concreto, di completare la trasmissione telematica e le relative volture catastali.


Dall’altro lato c’è l’imposta di successione, dovuta solo quando, in base al grado di parentela, alle franchigie e al valore dell’attivo netto ereditario, emerge un’imposta effettivamente da pagare. Dal 2025, per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025, l’imposta di successione è autoliquidata dal contribuente e deve essere versata entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione di successione.


Quanto dura il privilegio dello Stato sugli immobili ereditari

Il punto decisivo è la durata. L’art. 41 del D.Lgs. 346/1990 stabilisce che il privilegio si estingue con il decorso di cinque anni dalla data di apertura della successione; se invece è stata concessa una dilazione di pagamento, il termine decorre dalla scadenza dell’ultima rata oppure dal giorno in cui si verifica la decadenza dalla dilazione.


Lo stesso articolo prevede inoltre che il credito dell’Amministrazione finanziaria per l’imposta definitivamente accertata si prescrive in dieci anni.


Questo passaggio è molto importante nella pratica. Se l’imposta viene rateizzata, non bisogna ragionare semplicemente sui cinque anni dal decesso, perché la dilazione può incidere sulla durata della garanzia. In altre parole: pagare a rate è possibile, ma può rendere più delicata una vendita immobiliare programmata a breve.


Si può vendere un immobile ereditato prima di aver pagato tutta l’imposta di successione?

In astratto, la vendita non è automaticamente vietata.

Tuttavia, sul piano pratico, può diventare difficile.


Un acquirente prudente non vuole acquistare un bene gravato da possibili rischi fiscali. Una banca che iscrive ipoteca a garanzia del mutuo vuole che l’immobile sia il più possibile “pulito”. Un notaio, correttamente, segnalerà l’esistenza del profilo fiscale e potrà suggerire cautele, come il pagamento prima dell’atto, il deposito prezzo o la trattenuta di parte del corrispettivo per saldare le imposte.


Quindi la frase “per vendere bisogna prima pagare tutte le imposte di successione” è un po’ semplificata, ma nella sostanza pratica è spesso corretta: se vi è imposta di successione dovuta e non ancora pagata, la vendita può incontrare ostacoli concreti fino alla regolarizzazione.



Rateizzare l’imposta di successione: utile, ma attenzione alla vendita

L’Agenzia delle Entrate consente la rateizzazione dell’imposta di successione secondo determinate regole. Per importi superiori a 1.000 euro, è previsto il versamento di almeno il 20% e la possibilità di pagare il residuo in rate trimestrali; per importi fino a 20.000 euro si può arrivare a un massimo di 8 rate trimestrali, mentre per importi superiori a 20.000 euro si può arrivare fino a 12 rate trimestrali. Sulle rate sono dovuti interessi.


La rateazione è quindi uno strumento utile, soprattutto quando gli eredi non hanno liquidità immediata. Tuttavia non va scelta in modo automatico. Se l’obiettivo è vendere l’immobile entro pochi mesi, può essere preferibile valutare il pagamento integrale, oppure costruire un piano con il notaio e con l’acquirente per evitare che la rateazione diventi un elemento di frizione nella compravendita.


Il privilegio riguarda tutti gli immobili dell’eredità?

Il privilegio speciale immobiliare si collega ai beni immobili ai quali il tributo si riferisce. In ambito successorio, quindi, il tema riguarda gli immobili caduti in successione e indicati nella dichiarazione. Il Codice civile, all’art. 2772, disciplina i crediti per tributi indiretti e stabilisce che il privilegio non può essere esercitato in pregiudizio dei diritti che i terzi abbiano anteriormente acquistato sugli immobili.


Questo significa che occorre distinguere la posizione degli eredi, degli eventuali creditori e dei terzi acquirenti. Il rischio non è sempre identico in ogni caso: dipende dal momento dell’acquisto, dal tipo di imposta, dall’esistenza di pagamenti, rateazioni, accertamenti o contestazioni.


Il problema non è solo fiscale, ma anche commerciale

Molti eredi scoprono questo tema troppo tardi, cioè quando hanno già trovato un acquirente. A quel punto la trattativa può rallentare: il notaio chiede chiarimenti, la banca vuole garanzie, l’acquirente teme problemi futuri, gli eredi litigano su chi debba anticipare le somme.


Il punto è che la successione non va letta solo come un adempimento fiscale, ma come una pratica patrimoniale. Presentare la dichiarazione è una fase; vendere un immobile ereditato è un’altra; dividere correttamente il ricavato tra gli eredi è un’altra ancora. Se questi passaggi non vengono coordinati, anche una successione apparentemente semplice può diventare complessa.


In ForLife, quando gestiamo una dichiarazione di successione con immobili, valutiamo anche questi aspetti: presenza di imposte rilevanti, possibilità di rateazione, tempi di vendita, rapporti tra coeredi, eventuali criticità catastali, necessità di visure aggiornate e documentazione da fornire a notaio, banca o acquirente.


La cosiddetta “prelazione dello Stato” sugli immobili ereditati è, più correttamente, un privilegio speciale immobiliare a garanzia dell’imposta di successione. Non significa che lo Stato possa acquistare l’immobile prima degli altri, ma significa che il credito fiscale gode di una tutela rafforzata sul bene.


Per questo, se si intende vendere un immobile ricevuto in eredità, è prudente verificare prima se l’imposta di successione sia dovuta, se sia stata pagata, se sia stata rateizzata e se possano emergere problemi in sede di rogito.


Se vuoi approfondire il tuo caso, ForLife ti affianca nella gestione della dichiarazione di successione, nella verifica delle imposte, nell’analisi degli immobili ereditari e nel coordinamento dei passaggi necessari prima della vendita. Puoi trovare maggiori informazioni su www.forlifesrl.com.


 
 
 

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