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COSA SONO LE ISTANZE E I RICORSI AL GIUDICE TUTELARE PER L'EREDITA'?

Le istanze al Giudice Tutelare in materia di eredità (successione) sono richieste formali presentate al tribunale per ottenere un provvedimento di autorizzazione, approvazione o controllo quando, nell’ambito della successione, devono essere compiuti atti che la legge considera “sensibili” perché possono incidere in modo rilevante sul patrimonio e sugli interessi di persone particolarmente protette.

 

In pratica: sono istanze, normalmente autorizzative, con cui si domanda al giudice di abilitare o convalidare un’operazione successoria, soprattutto quando la persona che dovrebbe decidere o firmare non può farlo liberamente (o non dovrebbe farlo senza controllo) perché è minore, interdetta, beneficiaria di amministrazione di sostegno (AdS), erede che ha compiuto l'accettazione dell'eredità con il beneficio di inventario, oppure perché l’atto potrebbe esporre a rischi o conflitti.

Perché serve il Giudice Tutelare nelle successioni?

Nella successione spesso bisogna prendere decisioni che possono:

  • aumentare o ridurre il patrimonio ereditario;

  • esporre l’erede a debiti del defunto; determinare scelte irreversibili (es. vendita immobile, rinuncia, accettazione);

  • comportare rischi di conflitto di interessi tra chi rappresenta una persona fragile (es. genitore/tutore/AdS) e la persona rappresentata.

 

Il Giudice Tutelare interviene quindi come garanzia di tutela: verifica che l’atto sia necessario o utile, conveniente e coerente con l’interesse della persona protetta (e con i limiti del suo ruolo di rappresentante).

Chi deve presentare l’istanza?

Di regola l’istanza viene presentata da chi ha il potere/dovere di rappresentare la persona interessata, ad esempio:

  • genitori (per il minore), spesso con regole specifiche e limiti agli atti dispositivi;

  • tutore (per interdetto o minore sotto tutela);

  • amministratore di sostegno (AdS) nei limiti dei poteri indicati nel decreto di nomina;

  • erede che ha accettato con beneficio di inventario e deve vendere un bene ereditario;

  • esecutori testamentari

  • talvolta anche il curatore speciale o altri soggetti

Quali sono gli atti tipici?

1) Accettazione dell’eredità con beneficio di inventario

Spesso richiesta/consigliata quando c’è anche solo il dubbio che l’eredità abbia debiti o passività non chiare, perché consente di separare il patrimonio dell’erede da quello del defunto.

 

2) Accettazione pura e semplice

può essere autorizzata solo se risulta conveniente e non rischiosa per la persona protetta, perché comporta l’assunzione dei debiti ereditari anche oltre il valore dei beni.

 

3) Riscossione di somme e gestione di liquidità

Per esempio: sbloccare conti del defunto, incassare indennizzi, arretrati, depositi, buoni fruttiferi, polizze, somme presso terzi. Qui il giudice verifica in genere: l’esistenza del credito/somma; la destinazione (come e perché verrà usata); eventuali cautele (deposito su conto vincolato, rendicontazione, ecc.).

 

4) Vendita di beni ereditari (mobili o immobili)

La vendita di un bene ereditario è un atto che può “cristallizzare” scelte economiche importanti (prezzo, opportunità, tempi). Il giudice di solito vuole capire: perché vendere (debiti da pagare, spese urgenti, mantenimento, evitare deprezzamento, gestione onerosa, ecc.); quale bene e con quali dati (visure, perizie/valutazioni, stato, quote); a che prezzo e con quali garanzie di congruità.

 

4) Altre tipologie frequenti

rientrano spesso: rinuncia all’eredità, transazioni con altri coeredi, divisioni ereditarie, accettazione di legati, azioni su beni ereditari, autorizzazioni a compiere adempimenti fiscali o atti connessi (quando incidono sul patrimonio o sui poteri del rappresentante).

Il nostro servizio: redazione, cura e inoltro

Quando una successione coinvolge minori, interdetti o persone assistite da Amministratore di Sostegno (AdS), molte operazioni che in altri casi sarebbero “semplici” (incassare somme, accettare un’eredità, vendere un bene) richiedono un passaggio fondamentale: una istanza al Giudice Tutelare e il relativo provvedimento autorizzativo.

 

Noi ci occupiamo di tutto il percorso, dalla preparazione dell’atto fino al deposito e al monitoraggio, con un obiettivo pratico: consegnarti una pratica completa, ordinata e depositabile, riducendo tempi morti, richieste di integrazione e incertezze operative.

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Dott.ssa Sofia Alessandra Zanelotti

Dichiarazione di successione
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