Cos’è il curatore dell’eredità giacente e quando viene nominato?
- sofiazanelotti
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Quando una persona muore e nessuno degli eredi prende in mano la situazione, l’eredità “rimane sospesa”. Case chiuse da anni, conti correnti dimenticati, beni che rischiano di deteriorarsi o andare perduti. In questi casi la legge non lascia tutto al caso: prevede la figura del curatore dell’eredità giacente, un professionista nominato dal Tribunale per amministrare temporaneamente il patrimonio fino a quando gli eredi decideranno cosa fare.

È una situazione più comune di quanto sembri: pensiamo a un figlio che vive all’estero e non rientra subito per accettare l’eredità, oppure a chiamati che hanno conflitti tra loro e temporeggiano. Proprio qui in studio, in ForLife, ci è capitato più volte di supportare famiglie in cui nessuno voleva prendere in carico la gestione immediata dei beni. Ed è importante attivarsi in fretta: un’eredità lasciata a se stessa può creare danni economici enormi.
Chi è e cosa fa il curatore dell’eredità giacente
La giurisprudenza lo definisce un titolare di un ufficio di diritto privato: in sostanza, ha il diritto-dovere di amministrare l’eredità nell’interesse di chi potrebbe vantare diritti su di essa — futuri eredi, legatari o persino creditori del defunto.La sua missione è semplice: preservare e proteggere il patrimonio, evitando sprechi, deterioramenti, dispersioni di beni o addirittura frodi.
Se nessuno accetta l’eredità e i chiamati non sono nel possesso dei beni, il Tribunale può intervenire (art. 528 c.c.).Immagina questo caso, molto tipico nella pratica professionale:Tizietto, unico figlio di Tizio, vive in Australia e non si è ancora occupato della successione. La casa del padre rimane vuota, le utenze sono sospese, c’è un’assicurazione da rinnovare e una piccola impresa familiare lasciata ferma. Il Tribunale può nominare un curatore affinché nessuno di questi beni si deteriori e nessun creditore rimanga senza tutela.
In situazioni simili, in ForLife supportiamo spesso la famiglia nella ricostruzione dell'asse ereditario, nell’interlocuzione con il Tribunale e nella gestione dei beni, evitando costi inutili o atti dannosi.
Come viene nominato il curatore dell’eredità
La nomina può avvenire:
su richiesta di un interessato (ad esempio un erede indeciso, un creditore, un vicino che vede un immobile in abbandono),
oppure d’ufficio, se il giudice rileva la necessità.
Tra gli interpreti c’è dibattito: alcuni ritengono che il giudice abbia piena discrezionalità; altri sostengono che, se un interessato lo richiede, il Tribunale sia obbligato almeno a nominare un curatore, lasciandogli invece libertà sulla scelta della persona più idonea.
Il decreto di nomina è un atto di volontaria giurisdizione, non una sentenza: non passa in giudicato e non è impugnabile.
Viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e annotato nel Registro delle Successioni del Tribunale.
In questa fase, molti privati si bloccano perché non sanno quali documenti servano né come attivare correttamente l’iter. Anche qui ForLife può assistere in modo completo, dalla verifica della documentazione fino alla presentazione dell’istanza.
Giuramento e inventario: i primi obblighi del curatore
Prima di cominciare a lavorare, il curatore deve prestare giuramento davanti al giudice: si impegna a custodire e amministrare fedelmente i beni.
Subito dopo è tenuto a redigere l’inventario dell’eredità (art. 529 c.c.), con l’aiuto di un notaio o del cancelliere.
L’inventario è un passaggio fondamentale: fotografa lo stato reale del patrimonio, descrive ogni bene e, quando serve, include una perizia per valutarne il valore. Un supporto tecnico che in ForLife offriamo quotidianamente con i nostri periti immobiliari e consulenti patrimoniali.
Come amministra l’eredità il curatore
L’obiettivo del curatore non è far crescere il patrimonio, ma evitarne la perdita di valore. Per questo può:
riscuotere canoni, dividendi o crediti del defunto,
pagare spese urgenti, tasse e bollette,
difendere l’eredità nelle cause giudiziarie,
depositare il denaro presso Poste o una banca indicata dal Tribunale.
Gli atti di ordinaria amministrazione li può compiere liberamente;per quelli straordinari (vendite, mutui, gestione di azienda, transazioni complesse) serve sempre l’autorizzazione del giudice.
E cosa succede se compie un atto straordinario senza autorizzazione?Le interpretazioni sono due: per alcuni l’atto sarebbe nullo, per altri — più correttamente — annullabile, come accade per altri soggetti che agiscono senza autorizzazione (es. genitori di minori).
La vendita dei beni ereditari
La legge distingue nettamente:
Beni mobili: il curatore deve venderli entro 30 giorni dall’inventario, salvo diversa decisione del giudice. È un modo per evitare furti, dispersioni o deperimento.Un esempio molto comune sono raccolte numismatiche, oggetti d’arte o gioielli. Capita spesso, nella nostra attività di periti, di stimare collezioni che rischiavano di essere smarrite o svalutate.
Beni immobili: qui la vendita è eccezionale e richiede una necessità o un’utilità evidente. Può servire per evitare spese di manutenzione insostenibili o per ricavare liquidità per pagare debiti ereditari.
In ForLife ci occupiamo regolarmente anche di perizie immobiliari, gestione attestazioni catastali, valutazioni e supporto nelle vendite autorizzate dal Tribunale.
Altri atti che il curatore può compiere
Se utile alla conservazione del patrimonio, il curatore può chiedere al giudice di essere autorizzato a:
stipulare un mutuo ipotecario per pagare debiti invece di vendere subito i beni;
gestire temporaneamente un’azienda compresa nell’eredità, evitando che chiuda o perda valore;
stipulare transazioni o avviare arbitrati per chiudere controversie pendenti e ridurre i costi.
La regola d’oro è sempre la stessa: conservare il patrimonio fino alla decisione degli eredi.
Conclusione
La figura del curatore dell’eredità giacente è un presidio fondamentale quando nessuno vuole — o può — occuparsi subito dell’eredità. Serve a tutelare i beni, gli eredi futuri e persino i creditori, evitando dispersioni, svalutazioni o errori difficili da recuperare.
Se ti trovi in una situazione del genere o se vuoi capire se è necessario attivare un curatore, ForLife può affiancarti in tutto il percorso: dalla verifica preliminare della successione, all'inventario, alle perizie, ai rapporti con il Tribunale, fino alla gestione completa della pratica.
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