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L'Azione di Riduzione in Senso Stretto: Uno Strumento di Tutela dei Diritti Ereditari

Nel contesto del diritto successorio italiano, l'azione di riduzione in senso stretto emerge come uno strumento fondamentale a tutela dei legittimari le cui riserve patrimoniali sono state lesionate da disposizioni testamentarie o donazioni. Questa azione, regolata dagli articoli 536, 554 e 555 del Codice Civile, consente ai legittimari di contestare atti dispositivi che violano i loro diritti di riserva ereditaria.


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La Funzione Principale dell'Azione di Riduzione

L'azione di riduzione ha un obiettivo chiaro: rendere inefficaci le disposizioni lesive dei diritti dei legittimari. In pratica, ciò significa che i beni oggetto di disposizioni testamentarie o donazioni tornano nel patrimonio ereditario e vengono devoluti ai legittimari, come se l'atto lesivo non fosse mai avvenuto.


Validità degli Atti Dispositivi e Esercizio dell'Azione

È importante sottolineare che gli atti lesivi sono validi fino a quando l'azione di riduzione non viene esercitata con successo dal legittimario danneggiato. Questo significa che l'atto resta efficace fino a che non viene dichiarata l'inefficacia relativa sopravvenuta tramite l'azione di riduzione.


Caratteristiche dell'Azione di Riduzione

L'azione di riduzione non può essere equiparata né a un'azione di nullità, né a un'azione di rescissione o risoluzione contrattuale. È importante notare che la validità dell'atto lesivo è un presupposto essenziale per l'esercizio di questa azione legale.


Retroattività e Limiti dell'Azione di Riduzione

La riduzione delle disposizioni lesive opera retroattivamente tra il beneficiario dell'atto e il legittimario danneggiato. Tuttavia, questa efficacia retroattiva non si estende ai terzi acquirenti dei beni, i quali potrebbero non essere obbligati a restituire i beni oggetto delle disposizioni lesive. In alcuni casi eccezionali, i diritti acquisiti dal defunto possono essere mantenuti dai terzi, in base alle norme sulla trascrizione dei beni immobili e mobili registrati o al decorso di un lungo periodo di tempo.


Azione Personale e Destinatari dell'Azione

L'azione di riduzione è intrinsecamente personale e deve essere esercitata contro i beneficiari delle disposizioni lesive. Non può essere rivolta contro terzi che, al momento dell'esercizio dell'azione, risultano essere proprietari dei beni oggetto della controversia. Questo significa che i legittimari devono agire direttamente contro i beneficiari delle disposizioni lesive per ottenere la nullità di tali disposizioni.


Esempio Pratico

Per comprendere meglio il funzionamento dell'azione di riduzione, consideriamo un esempio ipotetico: Tizio dona un immobile del valore di 500.000 euro a Calpurnia e lascia beni del valore di 100.000 euro ai suoi figli Primo e Secondo, i quali sono anche i legittimari. Poiché a Primo e Secondo è riservata una quota pari a due terzi dell'intero patrimonio, essi possono agire in riduzione verso Calpurnia per ottenere 300.000 euro, anche se Calpurnia ha successivamente alienato l'immobile a un terzo.


Conclusioni

In conclusione, l'azione di riduzione in senso stretto rappresenta un importante strumento di tutela dei diritti ereditari dei legittimari le cui riserve patrimoniali sono state violate da disposizioni testamentarie o donazioni. Attraverso questa azione legale, i legittimari possono ottenere la nullità delle disposizioni lesive e il ripristino dei loro diritti ereditari. Tuttavia, è fondamentale tenere presente i limiti e le condizioni di esercizio di questa azione, così come le sue implicazioni retroattive e i suoi destinatari specifici.


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